Colonscopia: come prepararsi e cosa aspettarsi

Colonscopia

La colonscopia è uno degli esami che le persone rimandano di più. In parte per il timore dell’esame in sé, in parte per la preparazione, che ha fama di essere la parte più scomoda.

Conoscere in anticipo come funziona cambia parecchio le cose. E c’è un motivo pratico che va oltre il comfort: da una preparazione ben eseguita dipende la qualità dell’esame stesso. Un intestino ben pulito permette al medico di vedere tutto, comprese le lesioni più piccole. Un intestino preparato male può rendere l’esame incompleto e costringere a ripeterlo.


Che cos’è la colonscopia e a cosa serve

La colonscopia permette di esaminare dall’interno tutto il colon, utilizzando una sonda flessibile dotata di telecamera. Serve a individuare polipi, infiammazioni, diverticoli e lesioni che non sarebbero visibili con altri esami.

Ha una caratteristica che la distingue dalla maggior parte degli esami diagnostici: non si limita a vedere, può anche intervenire. Se durante l’esame viene individuato un polipo, nella maggior parte dei casi è possibile rimuoverlo nella stessa seduta. È il motivo per cui la colonscopia è considerata uno strumento di prevenzione e non solo di diagnosi: rimuovere un polipo significa interrompere un percorso prima che diventi un problema.


Quando è indicata

I sintomi che richiedono un approfondimento

Alcuni segnali indirizzano verso una colonscopia in tempi rapidi:

  • la presenza di sangue durante l’evacuazione, anche in quantità minima, soprattutto se compare al termine e magari accompagnato da muco
  • una stitichezza comparsa negli ultimi mesi e che tende a peggiorare
  • una diarrea persistente, soprattutto se accompagnata da gonfiore, dolore addominale o perdita di peso


Una precisazione importante: se il sanguinamento è abbondante o si accompagna a malessere e svenimento, la cosa giusta da fare è recarsi in Pronto Soccorso. In quella sede si stabilizzano prima le condizioni generali e si esegue una prima valutazione, mentre la colonscopia viene programmata nelle settimane successive.

La prevenzione e la familiarità

Anche senza sintomi né familiarità, la colonscopia ha un ruolo di screening: per la popolazione generale è indicata a partire dai 50 anni.

In presenza di casi di tumore del colon-retto in famiglia, le indicazioni si anticipano. Se il familiare interessato è uno solo, la prima colonscopia è consigliata a 45 anni. Se i familiari sono due o più, l’indicazione si anticipa a 40 anni. Se il primo esame non evidenzia lesioni, i controlli successivi sono consigliati ogni 5 anni.

Un punto su cui il Dott. Rodella insiste: non è consigliabile affidarsi soltanto alla ricerca del sangue occulto nelle feci. È un esame utile, che può essere eseguito annualmente negli intervalli tra una colonscopia e l’altra, ma non sostituisce l’esame endoscopico.


La preparazione, giorno per giorno

È la parte che genera più dubbi, quindi la affrontiamo con ordine.

Due giorni prima: eliminare le scorie

Va sospeso il consumo di alimenti che lasciano residui nell’intestino: frutta, verdura e tutti i prodotti integrali. Chi soffre di stitichezza può iniziare qualche giorno prima, ma per la maggior parte delle persone due giorni sono sufficienti.

Il giorno prima: la dieta

Lo schema è semplice:

  • Colazione: tè, camomilla o tisane, con biscotti o fette biscottate non integrali
  • Pranzo leggero: carne, pesce, uova o formaggi
  • Cena: solo liquidi zuccherati


La pulizia intestinale

Si effettua assumendo un preparato lassativo che si acquista in farmacia. Ne esistono di diversi tipi, che si distinguono per la quantità di liquido da bere: esistono soluzioni a bassissimo volume, a basso volume e ad alto volume, con efficacia sostanzialmente equivalente quando vengono assunte correttamente.

Quale scegliere non è una decisione da prendere da soli. Alcuni preparati hanno controindicazioni precise legate a condizioni come problemi renali, epilessia, insufficienza cardiaca o all’assunzione di altri farmaci. Sarà il medico a indicare il prodotto adatto al singolo caso.

Quando assumerlo: il momento conta

Su questo la ricerca è chiara: dividere la preparazione in due momenti è più efficace che assumerla tutta insieme.

Se l’esame è fissato in prima mattinata, la preparazione può essere assunta tutta la sera prima, tra le 16 e le 21. Ma è preferibile assumerne una parte la sera e la seconda dose almeno 4-6 ore prima dell’esame, anche a costo di una sveglia anticipata. In ogni caso l’assunzione deve terminare due ore prima dell’orario concordato.

Se invece la colonscopia è programmata in tarda mattinata, l’intera dose può essere assunta nella stessa mattinata.

Se assumete farmaci per il sangue

Chi assume anticoagulanti o antiaggreganti deve segnalarlo in fase di prenotazione. Esistono indicazioni precise su come comportarsi, che variano in base al farmaco, alle condizioni cliniche e al tipo di procedura prevista.

Questo è il punto più importante dell’intera preparazione: non modificate mai una terapia di questo tipo di vostra iniziativa. Sarà il medico a fornirvi lo schema adatto al vostro caso. Lo stesso vale per chi è in dialisi, situazione in cui è necessario coinvolgere il nefrologo per scegliere il preparato compatibile e per collocare la seduta dialitica nel momento giusto.


Che cosa rende una colonscopia “di qualità”

Non tutte le colonscopie sono uguali, e la differenza non dipende dal caso. Secondo il Dott. Rodella quattro elementi concorrono a determinarla.

L’esperienza di chi la esegue. È un esame fortemente operatore-dipendente. Conta la capacità di portare a termine l’esame anche nelle situazioni difficili, di dedicargli il tempo necessario e di riconoscere tutti i polipi presenti, compresi quelli meno evidenti. Conta anche la competenza nelle manovre operative, come la rimozione dei polipi.

La strumentazione. Le tecnologie di magnificazione e alta definizione, insieme ai filtri di cromoendoscopia elettronica, permettono di distinguere dettagli della mucosa che a visione normale sfuggirebbero.

La preparazione. Torniamo al punto di partenza: un intestino ben pulito è la condizione senza la quale tutto il resto perde efficacia.

La presenza dell’anestesista durante l’esame. Oltre a monitorare i parametri vitali per tutta la durata dell’esame, consente, a chi la richiede, una sedazione cosciente o profonda. Il beneficio è doppio: il paziente non prova dolore, e l’endoscopista può lavorare con maggiore accuratezza, perché opera su una persona rilassata.


La colonscopia al Poliambulatorio Specialistico Verona

L’esame viene eseguito dal Dott. Luca Rodella, che ha diretto il Servizio di Endoscopia d’Urgenza dell’Ospedale Maggiore di Verona e ha all’attivo oltre 80.000 endoscopie.

L’ambulatorio dispone di strumentazione con magnificazione, alta definizione e cromoendoscopia elettronica. Tutti gli esami endoscopici vengono eseguiti in presenza di un anestesista, che permette la sedazione e rende la procedura non dolorosa.

Per la colonscopia non è necessaria l’impegnativa del medico di base.

Scopri di più sulla colonscopia indolore e sull’ambulatorio di Gastroenterologia. Se ti interessa anche l’altro esame endoscopico, trovi come si svolge e quanto dura la gastroscopia con sedazione.

Per prenotare puoi usare il servizio online o chiamare il 045 8303026.


Domande frequenti

La colonscopia fa male?

Eseguita con la sedazione, l’esame non è doloroso. La presenza dell’anestesista consente di modulare la sedazione in base alle necessità, evitando al paziente esperienze fastidiose.

Quanto dura l’esame?

In media 35-45 minuti, a seconda della complessità del colon-retto del singolo paziente.

Posso tornare a casa da solo dopo l’esame?

Se hai fatto l’esame con la sedazione, no: è necessario farsi accompagnare, oppure prolungare la permanenza in ambulatorio fino al pieno recupero delle facoltà.

Cosa succede se trovano un polipo?

Nella maggior parte dei casi viene rimosso durante l’esame stesso e inviato ad analisi. È proprio questo che rende la colonscopia uno strumento di prevenzione.

Ogni quanto va ripetuta?

Dipende dal motivo per cui è stata eseguita e da cosa ha evidenziato. In caso di familiarità e primo esame negativo, l’indicazione è ogni 5 anni. Negli altri casi è il gastroenterologo a stabilire l’intervallo.

Se la preparazione non riesce bene, devo rifare tutto?

Può capitare che l’esame risulti incompleto per una pulizia insufficiente. In quel caso si riprogramma adottando alcuni accorgimenti: eliminare le fibre per più giorni, seguire una dieta liquida il giorno prima e utilizzare un preparato diverso. È un motivo in più per seguire con attenzione le indicazioni fin dall’inizio.

Posso mangiare subito dopo l’esame?

Le indicazioni vengono date al termine della procedura e dipendono da cosa è stato fatto durante l’esame. Se è stato rimosso un polipo, possono esserci indicazioni alimentari specifiche per i giorni successivi.