Il ginocchio che fa male quando ci si alza dalla sedia, le dita che al mattino faticano a chiudersi, l’anca che si irrigidisce dopo essere rimasti fermi a lungo. Sono fastidi che moltissime persone attribuiscono semplicemente all’età e imparano a sopportare.
In realtà dietro questi sintomi c’è spesso l’artrosi, la più diffusa tra le malattie articolari. E anche se non esiste un modo per farla scomparire, esistono molti modi per rallentarla e per convivere meglio con il dolore. A patto di riconoscerla e di affrontarla per tempo.
Che cos’è l’artrosi
Le nostre articolazioni sono rivestite da uno strato di cartilagine, un tessuto elastico che funziona da ammortizzatore e permette alle ossa di scorrere una sull’altra senza attrito.
Con l’artrosi questa cartilagine si assottiglia e si consuma progressivamente. Le superfici ossee finiscono per avvicinarsi troppo, e da lì nascono il dolore, la rigidità e la difficoltà a muovere l’articolazione. Con il tempo l’osso può reagire formando piccole escrescenze, dette osteofiti, che contribuiscono a limitare ulteriormente il movimento.
Le articolazioni più colpite sono quelle che sopportano il peso del corpo o che vengono usate di più: ginocchia, anche, mani e colonna vertebrale.
Artrosi e artrite: che differenza c’è
È una confusione molto comune, ma le due condizioni sono diverse.
L’artrosi è una malattia degenerativa: la cartilagine si consuma nel tempo, per usura. Il dolore tende a peggiorare con il movimento e a migliorare con il riposo, e la rigidità del mattino di solito dura pochi minuti.
L’artrite è invece una malattia infiammatoria: l’articolazione si infiamma per cause diverse, spesso legate al sistema immunitario. Qui la rigidità mattutina è più lunga, e il dolore può presentarsi anche a riposo o durante la notte.
Distinguerle è importante perché i percorsi di cura sono differenti, ed è uno dei motivi per cui la valutazione di uno specialista fa la differenza.
I sintomi da non sottovalutare
L’artrosi si manifesta in modo graduale. I segnali più frequenti sono:
- dolore articolare che compare o peggiora con il movimento e si attenua con il riposo
- rigidità al risveglio o dopo essere rimasti fermi a lungo, che si scioglie in pochi minuti
- riduzione del movimento: l’articolazione non si piega o non si estende più come prima
- rumori articolari, come scricchiolii o sensazione di sfregamento
- gonfiore intermittente dell’articolazione
- difficoltà nei gesti quotidiani: salire le scale, aprire un barattolo, allacciarsi le scarpe
Chi è più a rischio
Alcuni fattori aumentano la probabilità di sviluppare artrosi:
- l’età, che resta il fattore principale
- il sovrappeso, che aumenta il carico su ginocchia e anche
- traumi o interventi chirurgici precedenti sull’articolazione
- sovraccarichi ripetuti, legati al lavoro o ad alcune attività sportive
- la familiarità, soprattutto per l’artrosi delle mani
- nelle donne, il periodo successivo alla menopausa
Quando è il momento di una visita specialistica
Non serve aspettare che il dolore diventi invalidante. Conviene prenotare una visita quando:
- il dolore articolare dura da più di qualche settimana
- il fastidio comincia a limitare le attività quotidiane o il sonno
- l’articolazione si gonfia con una certa frequenza
- si nota una perdita progressiva di movimento
- i comuni antidolorifici da banco non bastano più, o si sente il bisogno di assumerli spesso
Quest’ultimo è il segnale più spesso ignorato: gestire il dolore da soli per mesi ritarda la diagnosi e fa perdere tempo prezioso, perché è nelle fasi iniziali che si può fare di più.
Chi se ne occupa: ortopedico, fisiatra o reumatologo?
È una domanda legittima, perché l’artrosi è una condizione trasversale: tre specialisti diversi se ne occupano, ciascuno da un punto di vista complementare.
L’ortopedico valuta lo stato dell’articolazione dal punto di vista strutturale e meccanico. È il riferimento quando si tratta di capire il grado di usura, di eseguire infiltrazioni o di valutare, nei casi più avanzati, un intervento.
Il reumatologo entra in gioco soprattutto quando serve inquadrare il problema in un quadro più ampio, distinguere l’artrosi da altre malattie articolari di natura infiammatoria o autoimmune, o quando sono coinvolte più articolazioni.
Il fisiatra si occupa del recupero funzionale: imposta il percorso riabilitativo, lavora sulla mobilità e sulla postura e affronta il dolore con tecniche non invasive.
Nella pratica, spesso il percorso migliore nasce dal confronto tra queste figure. Se non sai da chi cominciare, la prima visita serve anche a questo: individuare il percorso più adatto al tuo caso.
Come si svolge la visita e gli esami di supporto
La visita comincia dal colloquio: da quanto tempo compare il dolore, in quali momenti, quali gesti risultano difficili, se ci sono stati traumi in passato.
Segue la valutazione dell’articolazione, in cui lo specialista verifica gonfiore, mobilità, dolorabilità e capacità di movimento, confrontando quando possibile con l’articolazione controlaterale.
Per confermare il quadro può essere richiesto un esame di diagnostica per immagini, in genere una radiografia, che permette di osservare lo stato dell’articolazione e la riduzione dello spazio tra le superfici ossee. In casi selezionati possono servire approfondimenti diversi, che lo specialista indicherà.
I percorsi di trattamento disponibili
L’obiettivo non è “riparare” la cartilagine consumata, cosa che al momento non è possibile, ma ridurre il dolore, mantenere il movimento e rallentare la progressione. Su questo si può fare molto.
Le abitudini quotidiane sono la base: controllo del peso, che alleggerisce il carico sulle articolazioni, e attività fisica regolare e a basso impatto, che mantiene forti i muscoli intorno all’articolazione. Contrariamente a quanto si pensa, il movimento adeguato non peggiora l’artrosi: la protegge.
La riabilitazione con programmi mirati aiuta a recuperare mobilità e a correggere posture e movimenti che sovraccaricano l’articolazione.
Le infiltrazioni di acido ialuronico agiscono direttamente nell’articolazione, contribuendo a migliorarne la lubrificazione e a ridurre il dolore.
L’ossigeno-ozonoterapia rappresenta un’ulteriore possibilità nelle patologie osteo-articolari, con applicazioni mirate concordate con lo specialista.
Nei casi più avanzati, quando il dolore compromette in modo significativo la qualità della vita, si valuta l’opzione chirurgica.
La scelta tra questi percorsi, e la loro combinazione, spetta sempre allo specialista dopo la valutazione.
La visita specialistica al Poliambulatorio Specialistico Verona
Il Poliambulatorio Specialistico Verona segue i pazienti con artrosi attraverso più ambulatori, che permettono di coprire l’intero percorso in un’unica sede:
- Ortopedia, per la valutazione ortopedica, il trattamento del dolore articolare e le infiltrazioni di acido ialuronico
- Reumatologia, per l’inquadramento delle patologie degenerative osteoarticolari, comprese le artrosi di ginocchia, anche, mani e colonna
- Fisiatria, per i programmi di riabilitazione, la rieducazione posturale e la terapia del dolore con tecniche non invasive
- Ozonoterapia, tra le possibilità disponibili per le patologie osteo-articolari
Per prenotare puoi usare il servizio online o chiamare il 045 8303026.
Per le visite specialistiche non è necessaria l’impegnativa del medico di base: si prenotano direttamente.
Domande frequenti
L’artrosi si può guarire?
Non si può eliminare, perché la cartilagine consumata non si rigenera. Si può però gestire in modo efficace: ridurre il dolore, mantenere la mobilità e rallentare l’evoluzione sono obiettivi realistici e alla portata.
Il movimento peggiora l’artrosi?
No, al contrario. L’attività fisica adeguata e a basso impatto rinforza la muscolatura che sostiene l’articolazione e aiuta a mantenerla funzionale. È l’immobilità prolungata a peggiorare la situazione. Il tipo di attività va però calibrato con lo specialista.
A che età compare l’artrosi?
Diventa più frequente con l’avanzare dell’età, ma non è una condizione esclusiva della terza età: può comparire prima, soprattutto dopo traumi, interventi o in presenza di sovraccarichi ripetuti.
Serve fare una radiografia prima della visita?
Non è necessario. Sarà lo specialista, dopo la valutazione, a indicare quali esami servono davvero. Se hai già esami recenti, portali con te.
Artrosi e osteoporosi sono la stessa cosa?
No. L’artrosi riguarda la cartilagine delle articolazioni, l’osteoporosi riguarda la densità delle ossa. Sono condizioni diverse, che possono però coesistere nella stessa persona.
Le infiltrazioni fanno male?
Sono procedure ambulatoriali di breve durata. Il fastidio è generalmente contenuto e passeggero. Lo specialista spiegherà in anticipo come si svolgono e cosa aspettarsi.